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I GELSI SICILIANI: la storia, i benefici e la leggenda di un frutto senza tempo
Il Magazine sul Made in Sicily
Pubblicato da Sicilianet.net in Agroalimentare Sicilia · 19 Luglio 2021
la produzione siciliana: gelsi neri e bianchi
Il periodo adatto alla consumazione dei Gelsi di Sicilia è da giugno ad agosto, quando cioè maturano e si possono comprare al mercato vicino casa. Quelli neri (Morus Nigra) e quelli bianchi (Morus Alba) sono le varietà di gelsi che è possibile trovare. Esistono, in realtà, molteplici varietà di questo gustosissimo frutto prettamente estivo. In Sicilia, specialmente Catania, vanta moltissime coltivazioni dei Gelsi Neri (o Mori). I Ceusi niuri sono tanto amati dalla popolazione siciliana. Sono i preferiti perché considerati i più equilibrati tra le varietà conosciute: né troppo acidi, né troppo dolci.



Gelsi di Sicilia
Le due specie presenti in Sicilia sono Morus alba e M. nigra, rispettivamente gelso bianco e gelso nero, dal colore dei frutti. Il gesto bianco matura da maggio a luglio. Quello nero da giugno ad agosto. I frutti, si raccolgono scalarmente, prelevando quelli maturi molto delicatamente, staccandoli con una leggera pressione delle dita. Quelli neri possono macchare la pelle e soprattutto tessuti.



Proprietà benefiche dei Gelsi di Sicilia
I gelsi sono frutti che deperiscono rapidamente. Si conservano in frigo solo per qualche giorno. Il gelso bianco è poco usato come pianta da frutto per via del sapore dolciastro, tendente all’acidulo. I suoi frutti venivano considerati lassativi e antibatterici contro il batterio coinvolto nella carie dentale. I gelsi contengono un alto quantitativo di ferro, circa 185 mg per 100 gr di frutti, e pochissime calorie, circa 43 per 100 grammi.
Quelli bianchi sono impiegati freschi e secchi come edulcoloranti da diverse popolazioni asiatiche per via del loro elevato contenuto di zuccheri; la loro radice è usata contro tosse e asma; il legno per fare attrezzi e piccoli lavori di intarsio.
Il gelso nero ha frutti di colore nero-violaceo più grossi e saporiti, ricchi di antociani, preziosissimi antiossidanti presenti in tutti i vegetali di colore nero, viola e rosso, con azione vasoprotettrice. Nella corteccia della radice, impiegata come diuretico, purgante, ipoglicemizzante ed antianemico, è contenuta la morusina, un flavonoide con azione analgesica ideale nei casi di dolori alle terminazioni nervose (nella cute, sottocute, muscoli, fasce muscolari, articolazioni, periostio, sistema vascolare).



La leggenda di Tisbe e Piramo
Ovidio nelle sue “Metamorfosi” ci illustra la leggenda d’amore di Tisbe e Piramo. Anticamente l’albero dei Gelsi era per i greci una pianta ricca di simbologia. Essa, infatti, era consacrata al dio Pan per ciò che simboleggiava: intelligenza e passione. I babilonesi Tisbe e Pirano, molto innamorati, vennero rinchiusi in cantina dalle rispettive famiglie perché non gradivano il loro amore. I due giovani però non si persero d’animo e, tramite una fessura, riuscivano a comunicare tra loro.
Piramo, giunto nel luogo d’incontro, vide lo scialle di Tisbe insanguinato e pensò che la sua amata fosse stata uccisa. Disperato, estrasse un pugnale dalla sua giacca e si suicidò. Tisbe nel frattempo aveva fatto ritorno all’albero di Gelsi e vide Piramo in un bagno di sangue. La donna, vedendo il suo amore ormai perduto, si trafisse con lo stesso pugnale togliendosi la vita. La leggenda ci racconta che il sangue di Piramo trasformò i frutti dell’albero di Gelso, solitamente bianchi, in nero e composti di un succo di un rosso molto acceso.






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