Gli Arabi hanno saputo risvegliare la Sicilia dal suo letargo. Hanno rinnovato la vita culturale e l'economia dell'isola introducendovi una civilta' giovane, dinamica, che raggiunse la sua piena fioritura sotto la dinastia del Calbidi nel  Val di MAZARA. La terra, fosse bene dello Stato, proprieta' privata dei militari arabi, dei coloni, oppure se era stata lasciata ai cristiani sottoponendoli al Kharadj venne sistematicamente sfruttata. Il suolo venne fecondato da sapienti lavori di irrigazione. Le confische, la colonizzazione, le leggi di successione dell'Islam provocarono un certo spezzamento delle grandi proprieta'. Almeno nella parte Occidentale, la conquista araba guari' per diversi secoli " la piaga del latifondo ". Il grano rimaneva la grande ricchezza della Sicilia, ma alcune colture ricche vennero introdotte nell'isola, quella del gelso, della canna da zucchero, dell' arancio, della palma dattifera, del cotone. Si vide prosperare l'orticoltura, l'allevamento di cavalli, l'industria delle stoffe e degli oggetti preziosi. Il sottosuolo fu attivamente sfruttato. Tutte le province musulmane dell'Occidente, l'Italia del Sud, la Spagna, l'Africa del Nord commerciavano con la Sicilia. Il porto di Palermo prese uno sviluppo considerevole: la popolazione della citta' aumento' notevolmente; i giardini, le moschee, i magnifici edifici ne facevano una specie di meraviglia Orientale. Le opere dei suoi poeti, dei suoi linguisti, giuristi e teologi diffondevano in tutto l'impero Arabo lo splendore intellettuale della comunita' musulmana di Sicilia nel decimo e nell'undicesimo secolo. Dopo la conquista normanna, alcuni poeti di Siracusa andarono in terra d'esilio a far brillare la gloria della scuola poetica siciliana. Altri rimasero, mantenendo le tradizioni letterarie musulmane alla corte dei re normanni. Nessun monumento importante che dati di quest'epoca ci e' pervenuto, ma il valore dell'apporto arabo nella grande sintesi culturale dell' epoca normanna attesta la straordinaria ricchezza della vita artistica e intellettuale nella Sicilia musulmana.
FINE DELLA DOMINAZIONE ARABA:

Le rivalita' tra i musulmani di Sicilia e i musulmani venuti dall'Africa provocarono violente guerre civili che insanguinarono l'Isola nell'undicesimo secolo. Intanto l'impero d'Occidente, rivivificato sotto la dinastia macedone, aveva preso l'offensiva contro il mondo arabo. Nel 1038, sotto il regno di Michele di Plafagonio, Giorgio Maniace si attesto' nell'Est dell'Isola con una armata bizantina importante, rinforzata da Italiani, Scandinavi e Normanni. Conquisto' Messina, batte' e fini' con il conquistare Siracusa. Nel 1040, dopo tali brillanti successi, poteva sperare di impadronirsi di Palermo, ma la sua imprevista disgrazia fece fallire tutto. Le discordie avevano facilitato l'impresa; stavano per provocare la caduta della dominazione Araba. Due signori rivali, Ibn-Tumnah di Siracusa e Ibn al-Hawwas di Castrogiovanni cercavano di regnare sull'intera Isola; il primo, vinto, fece appello ai Normanni che si erano impiantati nell'Italia del Sud da un trentennio. Questo significava offrire ai condottieri l'occasione che essi aspettavano: in meno di trent'anni, il conte Ruggero di Altavilla avrebbe conquistato tutta l'Isola.