LA DINASTIA HOHENSTAUFEN:
- Enrico IV. La Conquista.
La morte di Tancredi lasciava la regina e suo figlio, il giovane Guglielmo III, completamente smarriti. Questa volta, l'imperatore non fatico' completamente per realizzare il sogno dei suoi predecessori. Genova e Pisa, fidandosi delle promesse che Enrico non avrebbe mai mantenuto, gli fornirono le navi di cui aveva bisogno. I baroni fedeli a Guglielmo III furono sconfitti vicino Catania. Margarito stesso tradi' e consegno'  Palermo. Enrico vi si fece incoronare il giorno di Natale del 1194. L'indomani nasceva a Iesi,  vicino Ancona, suo figlio, il futuro Federico II. La Sicilia fu trattata con estrema brutalita'. I grandi personaggi che non avevano tradito Tancredi furono torturati o deportati. Il giovane Guglielmo III scomparve e sua madre fini' in prigione. I tesori della Sicilia furono portati via in Germania. Enrico IV nutriva vasti disegni: voleva sia restituire la corona imperiale ereditaria alla famiglia Hohenstaufen, sia riunire ufficialmente la Sicilia all' impero. Mentre preparava la Crociata e concentrava truppe germaniche in Italia del Sud, una grave rivolta scoppio' nell'isola: la represse prematuramente ma mori' poco tempo dopo a Messina (1197). Il suo testamento consacrava il suo fallimento: per ottenere per suo figlio la protezione del Papa, egli lo poneva sotto la sua sovranita' e riconosceva la separazione del Regno e dell'impero. 
FEDERICO II :
I principi tedeschi non volevano dare la corona ad un bambino e per questo motivo  elessero due pretendenti rivali. Intanto il Regno precipitava nell'anarchia: il giovane re aveva solo quattro anni. Sua madre volle ricollegarsi con la tradizione degli Altavilla, ma mori nel 1198. Ufficialmente il bambino re era pupillo del Papa, ma per  dieci anni i principi tedeschi si disputarono " l' onore di proteggerlo". Soltanto nel 1208, Innocenzo III pote' affidare il governo al giovane Federico stesso: il regno sembrava definitivamente separato dall'impero. Fu allora che la situazione si capovolse all'improvviso: mentre l' imperatore Ottone IV invadeva il Regno, i principi tedeschi, accuratamente "lavorati" dalla diplomazia di Innocenzo III e del re di Francia Filippo- Augusto, decisero di destituirlo per offrire la corona a Federico. La disfatta di Ottone a Bouvines (1214) facilito' la straordinaria avventura: Federico fu solennemente incoronato ad Aix- la- Chapelle nel 1215 ed a Roma nel 1220. Nipote del Barbarossa e di Ruggero II, Federico era uno spirito cosmopolita. I suoi costumi ed i gusti orientali scandalizzavano la cristianita'. Da bambino aveva imparato il francese, il greco, l' italiano e l' arabo. Dotato di un intelligenza eccezionale, coltivava le scienze, la filosofia e fu politico, la sua indifferenza religiosa, la mancanza di scrupoli ed il suo culto della ragione, lo apparentano ai principi italiani del Rinascimento: egli fa pensare ai contemporanei di Machiavelli.
IL REGNO ALL' EPOCA DI FEDERICO II:
Poiche' risiedeva preferibilmente nell'Italia del Sud, egli sacrifico' i propri interessi in Germania per dedicare tutte le proprie cure al Regno di cui voleva fare il centro di un vasto Impero mediterraneo. Era pertanto necessario che ne facesse una base solida e prospera. Vi ristabili' l'ordine compromesso ai tempi della minore eta'. Spezzo' le resistenze dei feudatari, soffoco' le aspirazioni autonomistiche dei comuni. Per quattro anni, guerreggio' (1121- 1125) contro i musulmani che si erano ribellati e precipito' la decadenza dell'Islam nell'Isola. Molti musulmani furono deportati nell'Italia del Sud, specialmente a Lucera: vi costituirono una riserva per i suoi eserciti e conservarono la loro liberta' religiosa. In quanto al suo regime interno, egli si ispirava ai principi della monarchia piu' rigorosamente assoluta. Le " Costituzioni del Regno di Sicilia" o  "Costituzioni di Melfi"  (1231) vengono considerate uno dei capolavori del diritto latino del Medio Evo: Federico completava l' opera assolutistica e centralizzata degli Altavilla. Fu in gran parte per formare i collaboratori scelti di cui aveva bisogno e fondo' l'Universita' di Napoli (1224). Egli estese il controllo burocratico al campo dell'economia: il commercio della seta, quello del grano, del sale, del ferro, divennero fruttuosi monopoli dello Stato. Egli si costrui' una flotta mercantile per strappare agli armatori di Pisa e di Genova i profitti del commercio marittimo del Regno. Tuttavia, mentre sviluppava i monopoli e favoriva l' impiantarsi dei bancheri pisani nell' Isola, Federico rovinava la ricca borghesia dei porti di Sicilia. Lo si accusava inoltre di occupparsi della vita economica dell'isola solamente per trarne la maggior quantita' di guadagni e imposte: egli l' avrebbe schiacciata sotto le tasse pur di finanziare le proprie imprese all'estero.
- POLITICA DI FEDERICO SECONDO
Il regno di Federico II coincide con la fase piu' acuta della lotta fra il sacerdozio e l'Impero. Su questo punto, la sua politica estera appartiene piu' alla Germania che a quella della Sicilia. Tra l'imperatore monarca assoluto, non credente peraltro, ed Innocenzo III, gelosi della propria autorita' temporale e convinti della superiorita' della Santa Sede rispetto all'impero, l'urto era inevitabile. Nemico giurato dello sgretolamento feudale, Fedrico II sognava di restaurare sotto la sua autorita' l'unita' dell'antico impero romano. Per tradizione, i Papi tenevano alla separazione delle due corone. Federico aveva certamente promesso a Innocenzo III di abbandonare il regno quando avrebbe ricevuto la corona imperiale, ma non ne fece nulla. Era diventato Crociato, sebbene rimandasse continuamente la propria partenza: Gregorio IX, vegliardo di ottantacinque anni fini' con lo scomunicarlo. Allora egli parti', ma preferi' negoziare con gli infedeli. Egli riprese Gerusalemme ed instauro' la liberta' di tutti i culti. Ne' tale atteggiamento, ne' i discorsi empi che venivano attribuiti a tale Crociato ebbero l' opportunita' di piacere all' intransigente vegliardo. Egli fece invadere il Regno, ma, al ritorno di Federico, dovette trattare con lui (pace di San Germano, 1230). La lotta riprese nel 1239 e doveva durare quasi senza sosta fino alla caduta della dinastia. Federico fece occupare Roma, dove il suo nemico, quasi centenario, rimaneva intrattabile. Intanto egli esauriva in una lotta contro i comuni della lega lombarda e del partito pontificio. Al concilio di Lione, Innocenzo IV pronuncio' contro di lui la scomunica maggiore e la decadenza (1245). Quando mori' in seguito tutta l' Italia era a ferro e fuoco.
LA FINE DEGLI HOHENSTAUFEN:
La sua morte lasciava la Sicilia esausta, diminuita peraltro rispetto alle province continentali verso le quali egli aveva spostato il centro della gravita' del Regno. Quest'ultimo doveva rimanere ancora per piu' di quindici anni nelle mani dei suoi discendenti. Un figlio naturale di Federico, Manfredi, riusci', malgrado il Papa a stabilirvi la propria autorita', in nome di Corrado, il legittimo erede, e quindi, dopo la morte di quest'ultimo (1254), in nome del figlio, il giovanissimo Corradino. Finalmente, dopo aver lasciato diffondersi la notizia della morte di Corradino, si fece incoronare a Palermo (1258) e sposo' la propria figlia, Costanza, a Pietro, figlio maggiore del re di Aragona. Intanto il Papa Urbano VI riprese le trattative che il suo predecessore aveva condotte presso diversi principi stranieri per far accettare loro la corona di Sicilia: queste giunsero finalmente all' investitura di Carlo d' Angio', fratello del re San Luigi (1265). Gli rimaneva pero' da conquistare il proprio regno.