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Mandorla Pizzuta di Avola

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Pubblicato da in ENOGASTRONOMIA · 20 Giugno 2019
La mandorla Pizzuta d'Avola è una cultivar di Prunus dulcis (Mill.) D.A.Webb var. dulcis (DC.) Buchheim, tipica della zona del territorio del val di Noto, in particolare di Avola in provincia di Siracusa. È stata selezionata nell'Ottocento dal botanico avolese Giuseppe Bianca. La fioritura inizia a gennaio. Le mandorle maturano tra la terza decade di luglio e la prima decade di agosto.



Questa varietà è autoincompatibile. Generalmente, per la raccolta, si esegue l'abbacchiatura. La resa in sgusciato è compresa tra il 21 e il 23%. La percentuale di semi doppi è del 15% circa. È molto ricercata nell'industria dolciaria e per la produzione di confetti.
Se per i loro matrimoni i reali scelgono la Pizzuta  di Avola, vuol dire che  in Sicilia si produce il top della qualità. E’ il commento della Coldiretti non solo riferito alla scelta della Corona inglese che festeggia le unioni con mandorla isolana ma anche all’interesse crescente che soprattutto il giovani rivolgono a questo prodotto.
Finalmente  si stanno comprendendo i benefici della frutta secca e il ruolo essenziale nell’alimentazione – sostiene ancora Coldiretti Sicilia - . I consumi di frutta in guscio degli italiani   sono praticamente raddoppiati negli ultimi dieci anni ed hanno raggiunto i 3 chilogrammi all’anno per persona.  La frutta in guscio infatti considerata in passato nemica della linea per l’apporto calorico è stata infatti rivalutata come preziosa alleata della salute ed i consumi sono dunque esplosi.



Potenziare la comunicazione sulla qualità regionale e nazionale della frutta in guscio è determinante anche per contrastare le importazioni che   nel 2017 hanno superato i 900 milioni di euro secondo una stima della Coldiretti, in particolare da Stati Uniti (di solito noci e mandorle dalla California), Iran (per i pistacchi), Turchia (per noci e nocciole) e Cina (pinoli) ma non mancano anche prodotti dal Cile, dall’Argentina, e dall’Australia.
I pistacchi provenienti dall’Iran, i pistacchi e nocciole provenienti dalla Turchia, le arachidi dalla Cina e quelle dagli Stati Uniti contaminate da aflatossine cancerogene, sono nella “black list” dei prodotti alimentari più pericolosi per la salute, sulla base dell’analisi della Coldiretti dell’ultimo rapporto Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea.
Il consumatore – sottolinea Coldiretti Sicilia  - può difendersi verificando l’origine della frutta in guscio in etichetta che deve essere obbligatoriamente apposta sulle confezioni o sugli scaffali.


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