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La
città sorge sui declivi di un altopiano montuoso, delimitato dai bacini
del Fiume S. Anna (l’antico Hypas) e del Fiume S. Biagio (l’antico
Akragas) in una suggestiva posizione naturale a dominio della scenografica
Valle dei Templi ed in vista della costa meridionale. La sua fondazione è
attribuita a coloni provenienti dalle isole greche che operarono di
concerto con i vicini abitanti di Gela (VI sec. a.C.). In breve tempo
Akragas crebbe in ricchezza e potenza; sotto la tirannia di Terone ebbe
ragione delle preponderanti forze cartaginesi ad Imera.
Queste ultime ebbero la rivincita verso la fine del secolo, prendendo e
devastando la città, vinta per fame al termine di un lungo assedio.
Rifondata e ripopolata da Timoleonte, fu al centro delle contese tra i
Romani e Cartaginesi fintanto che i primi la presero saldamente, a partire
dal 210 a.C.
Sotto le insegne capitoline Agrigentum godette di un periodo di calma e
operosa floridezza. L’inesorabile decadenza iniziò sotto i Bizantini.
Venuta in possesso degli arabi nella prima metà del IX sec. fu
assoggettata
dal potente casato dei Chiaramonte, dal quale si affrancherà solo
verso la fine del secolo. Sotto gli Aragonesi godette di privilegi
doganali che favorirono il già prospero sviluppo commerciale. Nella
seconda metà del XIX sec. la sua popolazione si distinse particolarmente
nella lotta per l’affrancatura dal giogo borbonico. Tra i personaggi di
spicco che ebbero i natali ad Agrigento ricorderemo il filosofo Empedocle
e lo scrittore ed autore di drammi Luigi Pirandello (1867-1936). Per i
vantaggi di un clima particolarmente mite anche nella stagione più
rigida, che la configura in un quadro ambientale e paesaggistico di
eccezionale rilievo, è tra le mete turistiche più frequentate in
Sicilia, polo archeologico, architettonico ed artistico di respiro
internazionale. Nel culmine della stagione invernale, la spettacolare
fioritura dei mandorli ammanta la Valle dei Templi di un aspetto di
singolare e suggestiva bellezza che costituisce lo spunto per la Sagra del
Mandorlo in Fiore, la quale è
celebrata con ampio sfoggio di costumi ed espressioni
folcloristiche locali che richiamano entusiaste schiere di turisti
italiani ma soprattutto esteri.
Tra le altre manifestazioni, in aggiunta a quelle di carattere religioso,
si distinguono nella stagione estiva le celebrazioni dedicate a Pirandello.
La centrale via Atenea costituisce il fulcro e luogo preferito per la
passeggiata al calar del sole. Tra gli acquisti artigianali più
caratteristici ricorderemo lo “scacciapensieri”, il caratteristico
strumento musicale a bocca siciliano che è localmente noto quale
gargamarruni.
Presso
il campo sportivo
si svolge, al venerdì, il caratteristico mercato settimanale degli
ambulanti,
dove si possono acquistare ogni sorta di merci alimentari,
d’abbigliamento e per la casa. Un approccio alle emergenze turistiche e
monumentali di Agrigento non potrà prescindere dalla configurazione
morfologica del territorio e dall’assetto urbanistico che impongono una
suddivisione tra i quartieri medievali e moderni e al città antica
propriamente detta Valle dei Templi. |